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Unico Club ufficialmente riconosciuto dall'E.N.C.I. per la tutela della razza "Magyar Vizsla a Pelo Corto e a Pelo Duro" in Italia

Storia

Il Vizsla appartiene all'aristocrazia del regno canino e lo dimostra ampiamente attraverso il suo portamento dignitoso e la sua storia passata.

Forse è la razza più antica del grande gruppo europeo "Vorstehund" (cani da ferma) di cani a pelo corto da ferma e recupero, ciò nonostante appare, ancora oggi, come una novità per il mondo occidentale.

Sculture Primitive in pietra nelle regioni dei Carpazi di circa 1.000 anni fa mostrano il cacciatore Magyar, il suo falco e il suo Vizsla.
La razza ha ottenuto il suo giusto riconoscimento secoli fa. In passato è stata riservata alla nobiltà e da quest'ultima, volutamente, non è mai stata resa popolare. C'è una lunga storia anche se non conosciuta dietro questa singolare razza.
Il Magyar Vizsla, cane da ferma ungherese, onorava i loro padroni nomadi che vagavano per le pianure e le valli dei Carpazi dieci secoli fa. I pastori e cacciatori ungheresi furono i primi ad introdurre il cane come compagno di caccia utilizzandolo anche per trovare e seguire tracce di animali feriti. Le generazioni successive dei pastori e cacciatori ne hanno continuato lo sviluppo e dal XIII secolo la bellissima razza il "Golden Vizsla" è diventata una razza distinta, riconosciuta ed apprezzata come cane da compagnia-caccia.

La parola "Vizsla", secondo il dizionario etimologico ungherese curato da G. Bordi, è documentata in scritti del 1350 come il nome di un villaggio sul Danubio . Ciò fa presumere un'origine in tale area danubiana della razza. Il significato del nome del cane è anche documentato nel glossario Berstence compilato verso la fine del XIV secolo. Si suppone che il nome derivi da un'antica radice della lingua ungherese, dove "Vis" significa "cercare".

L'affermazione dell' antica e onorevole stirpe Vizsla è dovuta all' ex segretario del Kennel Club ungherese. Prima che l'Ungheria fosse occupata dai russi durante la seconda guerra mondiale, l'ungherese Kennel Club iniziò una ricerca di documenti di famiglia e cimeli per la prova documentale sulla storia del Vizsla. Una preziosa collezione di documenti privati, disegni, dipinti e sculture hanno confermato l'esistenza del Vizsla nel X secolo. La storia risalente al Medio Evo è racchiusa nei documenti scritti del XV e XVI secolo ora conservati negli archivi Nazionali ungheresi.
"La Cronaca di Vienna" è un manoscritto dei primi codici e leggi ungheresi risalenti al tempo del re Lajos (Luigi) il Grande (1342-1382) che contiene un capitolo sulla falconeria della nobiltà, con una foto del Vizsla. Gli storici ungheresi parlano dei Vizsla come loro eroi. Dai documenti relativi alle occupazioni dei turchi d'Ungheria (1526-1686) si evince l'accordo di allevare i Vizsla tra le province danubiane e la corte del sultano di Istanbul.
Già nel 1200 la razza esisteva fuori ogni discussione come "Yellow Pointer". Mano a mano che la razza diventava sempre più popolare il termine "Yellow Pointer" è stato sostituito da "Hungarian Pointer". Nel corso dei 100 anni di occupazione turca, l'ormai famoso cane menzionato in quell'epoca divenne un cane polivalente. Con il XVI secolo troviamo "Vizsla" generalmente accettato e utilizzato come nome della razza.

Nel 1563 Janos Gyulai scrive in latino a Kristof Batthyani:

Sappiamo che vostro onore possiede falchi di piccole dimensioni. Non ci lasci senza uno o due di loro. E prego ci invii un Vizsla che accompagni questi uccelli
Sed et canem odoranium vulgo fyrejre valo Vizslath nobis osa Velli

il 15 agosto 1515, Mihaly Komlossy scrive a suo fratello Tamas:

inoltre mio amato fratello ti chiedo un buon viszla adatto agli uccelli. E lascia che il possidente sappia che Janos Koesis é a conoscenza dei falconi perché lavora con il falconiere di kristof Krassy e deve occuparsi di essi
(Lampeath,vecchie lettere ungheresi202).

Agli inizi del XVIII secolo, Zolton Hamyay (proprietario della contea di Gomore) e Istvan Barczy di Barczihaza (proprietario terriero e consigliere di gabinetto) stabilirono l'inizio delle registrazioni della razza pura sotto forma di studbook (libro genealogico) e l'allora famoso "Golden Viszla" fu registrato come "Magyar Viszla". Il Viszla era il compagno favorito dei primi baroni e condottieri; con l'evoluzione della nobiltà e dei grandi proprietari terrieri la razza fu preservata attraverso i secoli nella sua purezza. Essa presenta alcuni segni caratteristici specifici che, a parte il caratteristico mantello ruggine-oro, non sono mai stati trovati in qualsiasi altra varietà di cane da ferma. Non c'è dubbio che i suoi antenati erano i cani da caccia delle varie tribù asiatiche che invasero le terre dell'Europa centrale fino al x secolo.

Il viszla è una razza fondata e registrata almeno 300 anni prima che i nobili della corte di Weimar si imponessero per sviluppare il weimaraner intorno al 1810 o prima che il primo pointer inglese fosse introdotto nel regno ungherese nel 1880.

Col passare degli anni il viszla fu noto come "un regalo dei re" e le razze furono ristrette alla nobiltà del grande regno ungarico comprendente Ungheria e Cecoslovacchia all'epoca a ridosso della prima guerra mondiale. Ricevere un selezionato "Royal Golden Vizsla" era un onore concesso solo a pochi, come le regine di Italia e Spagna e la principessa Iolanda di Savoia, figlia del re d'Italia.

Il viszla porta il titolo ufficiale di "pointer nazionale ungherese" e la razza oggi é particolarmente protetta dalla Magyar Ebtenycstok Orsagos Egyesulete il cui proposito e scopo principale è quello di mantenere alto lo standard nazionale.
Il vizsla è un cane molto privilegiato e possiede un ruolo importante all'interno dei circoli sportivi ungheresi e non è previsto che dorma fuori alla fine della sua giornata lavorativa. Ha sempre vissuto all'interno della famiglia e ne fa parte come i bambini.

È stato detto che il viszla deve vivere con la famiglia se la famiglia merita la lealtà e l'affetto che il viszla ha da dare.
Questa razza ha una predisposizione eccezionalmente buona, è molto affettuoso e istintivamente amante dei bambini. Infatti sono considerati cani da caccia da appartamento.

Il viszla é suggestivo all'apparenza e non manca mai di attirare l'attenzione.

Ha un manto a pelo corto molto bello, dorato ed un atteggiamento dignitoso e aristocratico che lo evidenzia. Presenta una immagine di nobile versatilità ben bilanciata e uno sguardo intelligente e vivace; è un cane con una grande resistenza e forte costituzione, in cui il desiderio di cacciare e i ben definiti istinti della ferma e del riporto sono profondamente radicati. Ha potenziali di intelligenza molto elevati ed è straordinariamente docile e desideroso di obbedire. Ha una rara adattabilità alle nuove condizioni. Il viszla é un animale robusto di elevata abilità al suo lavoro, poco più alto e pesante del pointer inglese, ha un istinto naturale e dominante alla punta e al riporto. E' di taglia media, il maschio generalmente misura al garrese 58-64 cm, e le femmine 54-60 cm.

La testa è di tratto fine e aristocratico. Il colore dell' iride dovrebbe corrispondere al colore del mantello o preferibilmente più scuro del manto. Le orecchie sono pendenti e larghe alla base .
La coda è attaccata un poco bassa, forte alla nascita per assottigliarsi gradualmente con l'estremità leggermente ricurva. Nei paesi, in cui la caudectomia non è proibita dalla legge, per precauzione in previsione della caccia può essere accorciata di un quarto. Se la coda non è accorciata raggiunge il garretto ed è portata diritta o leggermente sotto forma di sciabola. In movimento è sollevata fino all'orizzontale. La coda è ben coperta di un fitto pelo.
Le zampe sono forti, sottili ma muscolose e nervose. La loro lunghezza è quasi uguale a quella della coscia. Buona angolazione tra la gamba e il metatarso. Il portamento è cauto e riflessivo.
In azione il viszla é molto veloce eppure il suo movimento è così dolce e aggraziato da apparire senza sforzo. Attraverso secoli di esigente ed attenta selezione i pazienti allevatori ungheresi hanno sviluppato un cane di grande versatilità.

Possiede le capacità di un cane polivalente, polivalenza fortemente voluta e ricercata nella sua selezione.

Egli è in grado di adattarsi ad ogni tipo di selvatico, di attività lavorativa e di habitat. I viszla sono cani di una inusuale resistenza e coraggio, non importa quali siano le condizioni nelle quali si trovino a cacciare. Sono stati abituati a cacciare fagiani, anatre, oche, conigli, lupi, orsi, pernici e cervi. E' nella loro natura lavorare il terreno attentamente con il loro fiuto acuto.

Sono allenati a cercare diligentemente piuttosto che in modo ampio e troppo veloce. Cercare, puntare e riportare, servendo così a molteplici scopi.
Il robusto viszla è comunemente usato nel riporto in quanto è … un naturale riportatore!
E' a suo agio sia sul terreno che in acqua. Il viszla è nel suo ed unisce il dovere del pointer e retriever. É molto veloce ha un fiuto eccezionale una sensibile abilità nel riconoscere gli uccelli. Possiede un' ideale presa leggera che non rovina la selvaggina.

John Fogarassy-Wallner (famoso artista ungherese) afferma quanto segue:
essi prendono ogni difficoltà come gli esseri umani: sopportano il caldo del nostro sole di agosto, siedono con noi in una pozza e nuotano nell'acqua fredda in cerca di anatre. Sono assolutamente obbedienti e servono solo un padrone per quanto riguarda la caccia. Come membri della famiglia noi li amavamo, ma dovevano dimostrare buone maniere e un buon comportamento."
Il confronto con altre razze è piuttosto difficile.

Tuttavia, per classificare correttamente questa razza, probabilmente è indispensabile citare descrizioni continentali che confrontano il Vizsla con altre razze da ferma. Una fonte europea afferma che i puntatori German Shorthair, English e Vizsla hanno ottimo naso.

Il puntatore inglese è estremamente veloce, è un cane da riporto più scarso, mentre il tedesco e il Vizsla sono ottimi retriever anche se, il Vizsla è più delicato nell'imbocco. La fonte citata confronta anche il Vizsla con il Weimaraner e precisa che il Vizsla è più piccolo, più veloce, è un cane da riporto con la bocca più dolce ed è di un colore più adatto per l'uso sul campo.
Quindi per riassumere sembra che il Vizsla occupi una posizione tra il pointer inglese estremamente veloce e il più lento shorthair tedesco; combinando alcune delle note di eccellenza di entrambe le razze, ma con un colore molto particolare e con il tipico e dignitoso portamento aristocratico che lo contraddistingue.

La razza Vizsla è sopravvissuta all'occupazione turca, alle guerre civili ungheresi, alla prima e seconda guerra mondiale e all'occupazione russa.

Dopo aver rischiato l'estinzione durante la seconda guerra mondiale (erano rimasti solo 20 esemplari di razza pura), grazie a un minuzioso lavoro di ricerca e recupero da parte di un pool sportivo ungherese, è giunta così con il suo portamento dignitoso, la sua venaticità, la sua dolcezza e la sua bellezza fino ai nostri giorni. Tratto da: Hungarian Vizsla Society