XVII RADUNO BRACCO UNGHERESE PELO CORTO E PELO DURO – SOVICILLE (SI) 10.05.2026
IL BRACCO UNGHERESE SFIDA LA PIOGGIA A SOVICILLE
Il 10 maggio 2026, presso il Centro Cinofilo Cocca Pet Village di Sovicille (SI), si è svolto il XVII Raduno del Bracco Ungherese organizzato dall’Associazione Magyar Vizsla Club Italiano, appuntamento ormai tradizionale e molto sentito da soci, appassionati ed estimatori della razza.
Nonostante una giornata caratterizzata dalla pioggia insistente, lo spirito del Raduno non è mai venuto meno. Grazie all’ampio tendone messo a disposizione dalla struttura, tutte le attività si sono potute svolgere regolarmente, permettendo a espositori e spettatori di vivere comunque una giornata piacevole, intensa e ricca di condivisione.
A catalogo presenti dodici soggetti, tutti nella razza a pelo corto, che hanno dato vita a una manifestazione sentita e di buon livello qualitativo, confermando ancora una volta l'interesse e la passione che circondano il Vizsla nel nostro Paese.
A giudicare i soggetti è stato l’Esperto Giudice Riccardo Laschi, che con competenza, disponibilità e attenzione ha saputo valorizzare le qualità dei cani presenti, instaurando un dialogo costruttivo con i conduttori e offrendo utili osservazioni agli appassionati presenti a bordo ring.
L’atmosfera che si è respirata durante tutta la giornata è stata quella delle occasioni più autentiche: partecipazione sincera, voglia di stare insieme e grande senso di appartenenza al mondo del Bracco Ungherese. Momenti conviviali, confronti tra allevatori e proprietari, racconti di esperienze venatorie e semplici chiacchiere tra amici hanno accompagnato lo svolgimento delle classi, rendendo il Raduno non solo un evento tecnico, ma soprattutto un’occasione di incontro e condivisione.
Un sentito ringraziamento va al Centro Cinofilo Cocca Pet Village per l’ospitalità e la disponibilità dimostrate, al giudice Riccardo Laschi per la professionalità e la passione, all'efficente commissario di ring Stefano Falcionelli, a tutti gli espositori intervenuti nonostante il maltempo e a tutte le persone che, con il loro aiuto e la loro presenza, hanno contribuito alla riuscita della nostra manifestazione.
Il XVII Raduno si conclude così con il ricordo di una giornata forse bagnata dalla pioggia, ma certamente scaldata dall’entusiasmo e dall’amore condiviso per il nostro straordinario Vizsla.
Riporto di seguito il discorso finale del Giudice Laschi al termine del Raduno:
"Grazie di avermi invitato a venire a giudicare.Il Bracco Ungherese è una razza che giudico sempre con piacere, perché rappresenta ancora autenticamente il cane da lavoro. Tra le razze da ferma, probabilmente è una di quelle che, anche nelle mani di chi non è cacciatore, ha conservato maggiormente le proprie caratteristiche funzionali, mantenendo comunque un impiego congruo con la sua natura e la sua storia. Un uso congruo è quello di portarli a caccia. Riferendomi a quello che ho visto oggi, non ho trovato cani con problemi gravi. Tra i problemi più importanti che talvolta si possono riscontrare nella razza vi è la presenza di teste eccessivamente ‘pointerizzate’. Anche oggi ho notato un paio di cani con questa tendenza, ma senza che il difetto risultasse particolarmente marcato.
Per quanto riguarda il colore del mantello, invece, non ho rilevato problematiche significative: alcuni soggetti presentavano tonalità leggermente più scure, ma sempre pienamente nei limiti previsti dallo standard.
Un aspetto che ho apprezzato molto è stato non trovare soggetti con occhi chiari, elemento estremamente importante nella razza, nemmeno nei cani dal mantello più chiaro.
Allo stesso modo, non ho riscontrato la presenza del cosiddetto ‘muso da segugio’.
Ho riscontrato una femmina con una quadratura leggermente insufficiente e con un muso un po’ troppo appuntito. Il cosiddetto muso ‘a punta’ non è soltanto un elemento poco gradevole dal punto di vista estetico, ma è soprattutto una questione legata alla struttura del tartufo, che in questi casi tende ad essere piccolo e poco sviluppato. Senza voler entrare in teorie eccessivamente sofisticate sull’olfatto, è abbastanza intuitivo comprendere come un tartufo ben sviluppato sia preferibile rispetto ad uno troppo ridotto.
Inoltre il muso appuntito è un aspetto sul quale occorre prestare grande attenzione, perché spesso può trascinare con sé altri problemi morfologici anche importanti; in alcuni casi può essere associato perfino a soggetti enognati. Per questo motivo ritengo sia un dettaglio da monitorare con molta attenzione nella selezione della razza.
Se dovessi dire a cosa bisogna prestare maggiore attenzione nella selezione, partirei innanzitutto dall’espressione. Tutti i cani da lavoro devono avere un’espressione franca e sicura.
Non devono presentare occhi sfuggenti, né uno sguardo eccessivamente duro o aggressivo. L’occhio del cane da lavoro — che si tratti di caccia, prove o qualsiasi altra attività — deve trasmettere sicurezza ed equilibrio.
Il cosiddetto occhio ‘birbo’ o ambiguo, infatti, spesso non è indice di forza caratteriale, ma al contrario di una certa insicurezza. Un cane equilibrato e sicuro di sé sostiene lo sguardo con tranquillità e naturalezza. Ed è proprio questa, a mio avviso, una delle qualità fondamentali: lo sguardo e l’espressione complessiva.
Tutto il resto, come ad esempio l’orecchio o altri dettagli morfologici, è certamente importante perché contribuisce a definire la tipicità della razza, ma ha un valore principalmente estetico e identificativo.
La costruzione, invece, è fondamentale perché è ciò che permette al cane di lavorare bene, in modo corretto ed efficace, e soprattutto di mantenere questa efficienza nel tempo.
Come dicevamo prima con il Presidente Brogiolo, esistono anche cani costruiti in modo non corretto che riescono comunque a lavorare molto bene e a esprimere qualità eccezionali, perché spesso il carattere, l’intelligenza e la volontà riescono in parte a compensare i limiti fisici.
Tuttavia, nel lungo periodo, questi difetti strutturali tendono quasi sempre a presentare il conto: un cane costruito male è più soggetto a infortuni e usura, soprattutto con l’avanzare dell’età. È un po’ come accade in certi grandi campioni dello sport: possono essere straordinari dal punto di vista tecnico, ma se la struttura non li sostiene finiscono per rompersi continuamente. Restano dei fenomeni, certo, ma spesso hanno carriere più brevi.
Nei cani il principio è lo stesso. Ad esempio, ho visto soggetti con il metacarpo completamente dritto che porta inevitabilmente a continue sollecitazioni e microtraumi, perché manca l’elasticità necessaria ad assorbire l’impatto con il terreno. E una spalla troppo dritta o un omero corto compromettono l’estensione dell’anteriore e quindi la fluidità e l’efficacia del movimento.
La groppa poi, è probabilmente uno degli elementi più importanti nella costruzione di un cane da lavoro, perché è da lì che nasce la spinta del posteriore. Senza una buona spinta, il movimento non potrà mai essere realmente efficace o funzionale, indipendentemente dal resto.
Oggi ho visto due o tre soggetti con una groppa davvero ben costruita per il lavoro; negli altri magari non era eccellente, ma comunque accettabile.
Desidero davvero complimentarmi con tutti i partecipanti, anche per la gentilezza e la correttezza dimostrate dentro e fuori dal ring, qualità tutt’altro che scontate.
Lo sottolineo sempre perché ritengo che un ambiente sereno e rilassato sia fondamentale: di problemi e tensioni ce ne sono già abbastanza, mentre lavorare in un clima positivo permette a tutti di esprimersi e collaborare nel modo migliore.
Per questo vi ringrazio sinceramente. Grazie davvero a tutti.”
Con il desiderio di ritrovarci ogni anno sempre più uniti e partecipi, desidero ringraziare ancora una volta tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita di questo XVII Raduno, affrontando con entusiasmo anche una giornata resa difficile dal maltempo.
A tutti i Vizslisti rivolgo quindi un caloroso arrivederci al prossimo Raduno, con l’augurio di continuare insieme a custodire, valorizzare e promuovere il Bracco Ungherese nel pieno rispetto della sua tipicità, della sua storia e delle sue qualità di cane da lavoro.
Mariella Michelon
Vicepresidente e Segretario AMVCI
| N. Catalogo | Classe | Sesso | Nome | Allevatore | Proprietario | Risultato |
| 1 | Baby | Maschi | Juggernaut di San Colombano | Emanauele Merli | Emanuele Merli | 1° MP BOS M-PUP |
| 2 | Giovani | Maschi |
Chinook |
ASSENTE | ||
| 3 | Lavoro | Maschi | Rubino | Lucia Beato | Luca Zerbini | 1° Ecc CAC |
| 4 | Campioni | Maschi | Eros di San Colombano | Emanuele Merli | Emanuele Merli | 1° Ecc BOB |
| 5 | Campioni | Maschi | America Gigolo Axel | Gianni Amadori | Stefano Bacci | 2° Ecc |
| 6 | Veterani | Maschi | Bread | Roberto Guglielmini | Maurizio Renati | 1° Ecc VCAC BOBVET |
| 7 | Baby | Femmine | All you need is love | Lucrezia Bianchini | Antonella Lippi | 1° MP BOB M-PUP |
| 8 | Juniores | Femmine | Gelmini italtim berry pudding | Gualtiero Gelmini | Albano Rossetti | 1° P |
| 9 | Giovani | Femmine | Vae victis uzzy | Massimiliano Scotti | Luca Zerbini | 1° Ecc JCAC BOBGIO |
| 10 | Lavoro | Femmine | Sunflowers | Eloisa Gaiani | Eloisa Gaiani | 1° Ecc |
| 11 | Libera | Femmine | Ombra Alaska del Fatalbecco | Alessandro Poggini | Lucrezia Bianchini | 1° Ecc |
| 12 | Campioni | Femmine | Abstract dream in Alaska | Gianni Amadori | Marina Trevi | 1° Ecc BOS |
Foto Enrico Brogiolo
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Ultima modifica ilSabato, 16 Maggio 2026 10:54
Mariella
Vicepresidente e Segretario Associazione Magyar Vizsla Club Italiano
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