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Unico Club ufficialmente riconosciuto dall'E.N.C.I. per la tutela della razza "Magyar Vizsla a Pelo Corto e a Pelo Duro" in Italia
Mariella

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Vicepresidente e Segretario Associazione Magyar Vizsla Club Italiano URL del sito web:

RADUNO BRACCO UNGHERESE PELO CORTO E PELO DURO presso WDS2026 – BOLOGNA 03.06.2026

Il 3 giugno 2026, nella prestigiosa cornice del World Dog Show ospitato presso BolognaFiere, si è svolto il Raduno dedicato al Bracco Ungherese a pelo corto e a pelo duro, organizzato da Enci. Un appuntamento di grande rilievo che ha riunito allevatori, espositori e appassionati provenienti da numerosi Paesi, confermando il forte interesse internazionale verso la nostra razza.
A giudicare i soggetti iscritti è stato l'esperto giudice Pietro Antonio Nurra, che ha saputo apprezzare e valorizzare le qualità morfologiche e funzionali dei cani presentati, premiando soggetti di elevato livello tipologico e selettivo.
La partecipazione è stata particolarmente significativa, con un totale di 58 soggetti iscritti a catalogo: 48 Vizsla Ungheresi a pelo corto (22 maschi e 26 femmine) e 10 Vizsla Ungheresi a pelo duro (4 maschi e 6 femmine).

Vizsla a PELO CORTO:
tra i 48 soggetti presenti, il titolo di Migliore di Razza (BOB) è stato assegnato al maschio Butterfly Hunter Casper, di proprietà di Cikan Amadé Géza (Ungheria).
Il titolo di Migliore del Sesso Opposto (BOS) è andato alla femmina Astarte Superior Jaclyn_Zoe, di proprietà di Antonina Sheinin (Israele).

Gli altri soggetti insigniti del CAC sono stati:
Royal Golden Vizsla Rising Rockstar Of Skye, proprietà di Elena Luisa Pelti (Italia);
Devil In Your Eyes Mažas Brolis, proprietà di Irma Širmenienė (Lituania);
Green Valley Stars Undercover, proprietà di Corina Dalea (Romania);
Future Prada Magyar Tim (FCI), proprietà di Elena Luisa Pelti (Italia);
Paris Rey D' Celis, proprietà di Sergio Jose Alonso (Argentina);
Nash Triumph Dara Seva, proprietà di Svitlana Tsyhankova (Ucraina).

Nelle classi giovani si è distinto Astarte Superior Orlando John, di proprietà di Gilad Kohav (Israele), che ha ottenuto il JCAC e il titolo di Miglior Giovane di Razza (BOB Giovane).
Il JCAC femmine è stato conquistato da Dancing Queen Elizabeth Of Goldline, di proprietà di Inga Semykin (Israele).

Nelle classi veterani, il titolo di Miglior Veterano di Razza (BOB Veterano) è stato assegnato alla femmina Hennessy Danitty, di proprietà di Gualtiero Gelmini (Italia), mentre il titolo di Miglior Veterano del Sesso Opposto (BOS Veterano) è andato al maschio Ouaphy de Hau de Staplande, di proprietà di Béatrice Brac de La Perrière (Francia).

Tra i più giovani partecipanti, il riconoscimento di Miglior Minor Puppy è stato attribuito a Leonie, di proprietà di Alessandra Mogicato (Italia).

Vizsla a PELO DURO:
nel ring dedicato al Vizsla a pelo duro, il titolo di Migliore di Razza (BOB) è stato conquistato dal maschio Hakan z Tałchejów, di proprietà di Czesław Walczak (Polonia).
Il titolo di Migliore del Sesso Opposto (BOS) è stato assegnato alla femmina Primula Kievskie Kashtany, di proprietà di Ihor Kavetskyi (Ucraina).

Hanno inoltre ottenuto il CAC:
Baro Zoldmali, proprietà di Bronislava Auf (Repubblica Ceca);
Alkony von der Quelle Alba Regia, proprietà della Dott.ssa Krisztina Menyhárt (Ungheria);
Vernum Ventulus Jade, proprietà di Nicole Schrijver (Svizzera).

Nelle classi giovani si è imposto Humlekrogen's Amigo, di proprietà di Albin Cannerheim (Svezia), che ha ottenuto il JCAC e il titolo di Miglior Giovane di Razza (BOB Giovane).
Il titolo di Miglior Giovane del Sesso Opposto (BOS Giovane) è stato invece assegnato a Széles von der Bromen, di proprietà di Nicole Schrijver (Svizzera).

Il Raduno del World Dog Show 2026 ha rappresentato un'importante vetrina per il Vizsla e per il lavoro svolto dagli allevatori impegnati nella selezione della razza. L'elevata qualità dei soggetti presentati, la partecipazione internazionale e il clima di amicizia e sportività hanno contribuito al successo della manifestazione, offrendo un'immagine prestigiosa del Vizsla nel panorama cinofilo mondiale.
Il Magyar Vizsla Club Italiano desidera ringraziare tutti i Soci, gli espositori, i collaboratori e gli appassionati che hanno reso possibile questa splendida giornata, nonché il giudice Pietro Antonio Nurra per la competenza e la professionalità dimostrate durante i giudizi.

Il Raduno di Razza del World Dog Show di Bologna resterà certamente un appuntamento memorabile nella storia recente del Club e della razza, testimoniando la vitalità del Magyar Vizsla a livello internazionale.

I risultati completi nelle immagini.



Testo Mariella Michelon
Foto Enrico Brogiolo
 
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XVII RADUNO BRACCO UNGHERESE PELO CORTO E PELO DURO – SOVICILLE (SI) 10.05.2026

IL BRACCO UNGHERESE SFIDA LA PIOGGIA A SOVICILLE


Il 10 maggio 2026, presso il Centro Cinofilo Cocca Pet Village di Sovicille (SI), si è svolto il XVII Raduno del Bracco Ungherese organizzato dall’Associazione Magyar Vizsla Club Italiano, appuntamento ormai tradizionale e molto sentito da soci, appassionati ed estimatori della razza.
Nonostante una giornata caratterizzata dalla pioggia insistente, lo spirito del Raduno non è mai venuto meno. Grazie all’ampio tendone messo a disposizione dalla struttura, tutte le attività si sono potute svolgere regolarmente, permettendo a espositori e spettatori di vivere comunque una giornata piacevole, intensa e ricca di condivisione.
A catalogo presenti dodici soggetti, tutti nella razza a pelo corto, che hanno dato vita a una manifestazione sentita e di buon livello qualitativo, confermando ancora una volta l'interesse e la passione che circondano il Vizsla nel nostro Paese.
A giudicare i soggetti è stato l’Esperto Giudice Riccardo Laschi, che con competenza, disponibilità e attenzione ha saputo valorizzare le qualità dei cani presenti, instaurando un dialogo costruttivo con i conduttori e offrendo utili osservazioni agli appassionati presenti a bordo ring.
L’atmosfera che si è respirata durante tutta la giornata è stata quella delle occasioni più autentiche: partecipazione sincera, voglia di stare insieme e grande senso di appartenenza al mondo del Bracco Ungherese. Momenti conviviali, confronti tra allevatori e proprietari, racconti di esperienze venatorie e semplici chiacchiere tra amici hanno accompagnato lo svolgimento delle classi, rendendo il Raduno non solo un evento tecnico, ma soprattutto un’occasione di incontro e condivisione.
Un sentito ringraziamento va al Centro Cinofilo Cocca Pet Village per l’ospitalità e la disponibilità dimostrate, al giudice Riccardo Laschi per la professionalità e la passione, all'efficente commissario di ring Stefano Falcionelli, a tutti gli espositori intervenuti nonostante il maltempo e a tutte le persone che, con il loro aiuto e la loro presenza, hanno contribuito alla riuscita della nostra manifestazione.
Il XVII Raduno si conclude così con il ricordo di una giornata forse bagnata dalla pioggia, ma certamente scaldata dall’entusiasmo e dall’amore condiviso per il nostro straordinario Vizsla.
Riporto di seguito il discorso finale del Giudice Laschi al termine del Raduno:
"Grazie di avermi invitato a venire a giudicare.Il Bracco Ungherese è una razza che giudico sempre con piacere, perché rappresenta ancora autenticamente il cane da lavoro. Tra le razze da ferma, probabilmente è una di quelle che, anche nelle mani di chi non è cacciatore, ha conservato maggiormente le proprie caratteristiche funzionali, mantenendo comunque un impiego congruo con la sua natura e la sua storia. 
Un uso congruo è quello di portarli a caccia. Riferendomi a quello che ho visto oggi, non ho trovato cani con problemi gravi. Tra i problemi più importanti che talvolta si possono riscontrare nella razza vi è la presenza di teste eccessivamente ‘pointerizzate’. Anche oggi ho notato un paio di cani con questa tendenza, ma senza che il difetto risultasse particolarmente marcato.
Per quanto riguarda il colore del mantello, invece, non ho rilevato problematiche significative: alcuni soggetti presentavano tonalità leggermente più scure, ma sempre pienamente nei limiti previsti dallo standard.
Un aspetto che ho apprezzato molto è stato non trovare soggetti con occhi chiari, elemento estremamente importante nella razza, nemmeno nei cani dal mantello più chiaro.
Allo stesso modo, non ho riscontrato la presenza del cosiddetto ‘muso da segugio’.
Ho riscontrato una femmina con una quadratura leggermente insufficiente e con un muso un po’ troppo appuntito. Il cosiddetto muso ‘a punta’ non è soltanto un elemento poco gradevole dal punto di vista estetico, ma è soprattutto una questione legata alla struttura del tartufo, che in questi casi tende ad essere piccolo e poco sviluppato. Senza voler entrare in teorie eccessivamente sofisticate sull’olfatto, è abbastanza intuitivo comprendere come un tartufo ben sviluppato sia preferibile rispetto ad uno troppo ridotto.
Inoltre il muso appuntito è un aspetto sul quale occorre prestare grande attenzione, perché spesso può trascinare con sé altri problemi morfologici anche importanti; in alcuni casi può essere associato perfino a soggetti enognati. Per questo motivo ritengo sia un dettaglio da monitorare con molta attenzione nella selezione della razza.
Se dovessi dire a cosa bisogna prestare maggiore attenzione nella selezione, partirei innanzitutto dall’espressione. Tutti i cani da lavoro devono avere un’espressione franca e sicura.
Non devono presentare occhi sfuggenti, né uno sguardo eccessivamente duro o aggressivo. L’occhio del cane da lavoro — che si tratti di caccia, prove o qualsiasi altra attività — deve trasmettere sicurezza ed equilibrio.
Il cosiddetto occhio ‘birbo’ o ambiguo, infatti, spesso non è indice di forza caratteriale, ma al contrario di una certa insicurezza. Un cane equilibrato e sicuro di sé sostiene lo sguardo con tranquillità e naturalezza. Ed è proprio questa, a mio avviso, una delle qualità fondamentali: lo sguardo e l’espressione complessiva.
Tutto il resto, come ad esempio l’orecchio o altri dettagli morfologici, è certamente importante perché contribuisce a definire la tipicità della razza, ma ha un valore principalmente estetico e identificativo.
La costruzione, invece, è fondamentale perché è ciò che permette al cane di lavorare bene, in modo corretto ed efficace, e soprattutto di mantenere questa efficienza nel tempo.
Come dicevamo prima con il Presidente Brogiolo, esistono anche cani costruiti in modo non corretto che riescono comunque a lavorare molto bene e a esprimere qualità eccezionali, perché spesso il carattere, l’intelligenza e la volontà riescono in parte a compensare i limiti fisici.
Tuttavia, nel lungo periodo, questi difetti strutturali tendono quasi sempre a presentare il conto: un cane costruito male è più soggetto a infortuni e usura, soprattutto con l’avanzare dell’età. È un po’ come accade in certi grandi campioni dello sport: possono essere straordinari dal punto di vista tecnico, ma se la struttura non li sostiene finiscono per rompersi continuamente. Restano dei fenomeni, certo, ma spesso hanno carriere più brevi.
Nei cani il principio è lo stesso. Ad esempio, ho visto soggetti con il metacarpo completamente dritto che porta inevitabilmente a continue sollecitazioni e microtraumi, perché manca l’elasticità necessaria ad assorbire l’impatto con il terreno. E una spalla troppo dritta o un omero corto compromettono l’estensione dell’anteriore e quindi la fluidità e l’efficacia del movimento.
La groppa poi, è probabilmente uno degli elementi più importanti nella costruzione di un cane da lavoro, perché è da lì che nasce la spinta del posteriore. Senza una buona spinta, il movimento non potrà mai essere realmente efficace o funzionale, indipendentemente dal resto.
Oggi ho visto due o tre soggetti con una groppa davvero ben costruita per il lavoro; negli altri magari non era eccellente, ma comunque accettabile.
Desidero davvero complimentarmi con tutti i partecipanti, anche per la gentilezza e la correttezza dimostrate dentro e fuori dal ring, qualità tutt’altro che scontate.
Lo sottolineo sempre perché ritengo che un ambiente sereno e rilassato sia fondamentale: di problemi e tensioni ce ne sono già abbastanza, mentre lavorare in un clima positivo permette a tutti di esprimersi e collaborare nel modo migliore.
Per questo vi ringrazio sinceramente. Grazie davvero a tutti
.”

Con il desiderio di ritrovarci ogni anno sempre più uniti e partecipi, desidero ringraziare ancora una volta tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita di questo XVII Raduno, affrontando con entusiasmo anche una giornata resa difficile dal maltempo.
A tutti i Vizslisti rivolgo quindi un caloroso arrivederci al prossimo Raduno, con l’augurio di continuare insieme a custodire, valorizzare e promuovere il Bracco Ungherese nel pieno rispetto della sua tipicità, della sua storia e delle sue qualità di cane da lavoro.

          Mariella Michelon
Vicepresidente e Segretario AMVCI

 
Di seguito riportiamo i risultati:

Bracco ungherese a pelo corto
N. Catalogo Classe Sesso Nome Allevatore Proprietario Risultato
1 Baby Maschi Juggernaut di San Colombano Emanauele Merli Emanuele Merli 1° MP BOS M-PUP
2 Giovani Maschi

Chinook

    ASSENTE
3 Lavoro Maschi Rubino Lucia Beato Luca Zerbini 1° Ecc CAC
4 Campioni Maschi Eros di San Colombano Emanuele Merli Emanuele Merli 1° Ecc BOB
5 Campioni Maschi America Gigolo Axel Gianni Amadori Stefano Bacci 2° Ecc
6 Veterani Maschi Bread Roberto Guglielmini Maurizio Renati 1° Ecc VCAC BOBVET
7 Baby Femmine All you need is love Lucrezia Bianchini Antonella Lippi 1° MP BOB M-PUP
8 Juniores Femmine Gelmini italtim berry pudding Gualtiero Gelmini Albano Rossetti 1° P
9 Giovani Femmine Vae victis uzzy Massimiliano Scotti Luca Zerbini 1° Ecc JCAC BOBGIO
10 Lavoro Femmine Sunflowers Eloisa Gaiani Eloisa Gaiani 1° Ecc
11 Libera Femmine Ombra Alaska del Fatalbecco Alessandro Poggini Lucrezia Bianchini 1° Ecc
12 Campioni Femmine Abstract dream in Alaska Gianni Amadori Marina Trevi 1° Ecc BOS


Foto Enrico Brogiolo
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